Alfonso Bialetti, per il funzionamento della Moka, si ispirò alla “lisciveuse”, una proto-lavatrice, che si componeva di un pentolone in cui l’acqua veniva fatta bollire e il vapore, salendo, arrivava ai panni posti sopra un filtro. Per quanto riguarda la forma, è la moglie di Alfonso Bialetti a ispirare con la sua silhouette, la forma iconica a otto lati della Moka: il capo, le spalle larghe, la vita stretta, il braccio sul fianco e una gonna plissettata.